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Giovane, ma già baluardo difensivo da quattro anni della Sessana, è la storia di Mirko Zamparelli, napoletano di nascita, ma oramai figlio adottivo della città di Sessa Aurunca. E’ il classe ’90 protagonista di quest’intervista, un punto generale su tutta la stagione gialloblù e sul probabile futuro.

Salvezza. Obiettivo centrato con largo anticipo, una annata strana per questa Sessana: “Il bicchiere è sempre mezzo pieno dal mio punto di vista. Anche se quest’anno che si sta per concludere risulta essere un po’ più difficile rispetto agli altri, siamo partiti per un campionato da “mina vagante” e penso che almeno sotto l’aspetto del gioco ci siamo riusciti. Non siamo riusciti ad essere continui, ma questo purtroppo è dovuto a tanti fattori che già conosciamo, uno su tutti il continuo girovagare sui campi della provincia di Caserta”.

Il capitano. Ad inizio anno è stato nominato capitano di squadra, che emozione provi? “Nella mia giovanissima carriera mi era già capitato, sono onorato di giocare con questa maglia, sono arrivato al quarto anno. Ringrazio vivamente tutti i tifosi, anche se mi rivolgo a loro con un appello: siate più vicini alla Sessana, ai dirigenti e ai calciatori chiunque essi siano, venite per tifare la squadra della propria città e non pensate a quali calciatori vestono la maglia. I calciatori vanno e vengono, l’attaccamento per la maglia ed il lavoro di staff e dei dirigenti è cosa nobile, cosa che forse è difficilmente accaduta a Sessa. C’è solo da ringraziare la società, aiutarla nei sacrifici economici e non”.

Fattore casa. Barano, Volla e Portici: finalmente torna il fattore casa anche con alterni risultati: “Giocare in casa è fondamentale, è la cosa necessaria per fare calcio. Girare per l’intera provincia di Caserta è stato estenuante, ringraziamo coloro che ci hanno ospitato, ma era impensabile di giocare in casa facendo più di 50 chilometri. Ora viene il bello, possiamo e dobbiamo ripartire da una casa”.

Il campionato. Due giornate dalla fine, il Portici è padrone del proprio destino, che campionato hai trovato: “Non ci sono state grandi sorprese, le grandi squadre che hanno allestito ottime squadre hanno fatto una corsa a parte. Portici, Afragolese e Savoia sono state costanti nel ritmo, il San Giorgio si è riconfermato, mentre l’Isola di Procida da dicembre sta mantenendo un ritmo costante e può essere la sorpresa nei play-off. L’ulteriore sorpresa potevamo essere noi se riusciamo a mantenere la voglia d’inizio anno e la spensieratezza, ma basta aver conquistato la salvezza”.

Il futuro. Ed ora è tempo di pensare al prossimo anno: “Il futuro è sempre incerto, spero vivamente di ripetere quest’intervista il prossimo anno, magari con qualcosa da festeggiare. Spero che la società allestisca una buona squadra per lottar nei play-off, magari nelle prime cinque in Campania. L’appello lo rivolgo sempre alla piazza: cerchiamo di aiutare la società, ci sono i presupposti per fare una Sessana importante, cerchiamo di non far “stancare” l’attuale gruppo dirigenziale. Voglio ringraziare pubblicamente il mister, la società, i ragazzi, lo staff, dalla segreteria al team manager Angelo Librace, dal “grande” Umbertino al direttore Marraffino passando per il mister Esposito, il prof e l’immenso Gabriele. Auguro una buona e serena Pasqua a tutti i tifosi! FORZA SESSANA!”















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