Una fase della gara di domenica (Foto reyer.it)

Una fase della gara di domenica (Foto reyer.it)

Perdere e gonfiare il petto? Possibile. La Juve esce battuta dal Taliercio al termine di una battaglia bellissima e carica di pathos. Vince Venezia, avesse vinto Caserta non avrebbe rubato nulla e sarebbe stato giusto allo stesso modo. Cinquanta minuti di battaglia, errori da ambedue i lati, palle perse (troppe), rimbalzi concessi (troppi), ma quanto sei stata bella Juve. Coraggiosa e determinata, sfrontata e cattiva, ingenua a volte, la banda di Dell’Agnello è andata ad un passo dalla nuova impresa che sarebbe valsa il secondo posto. Fa nulla.

CAMBIO DI MENTALITA’. Fino a non molto tempo fa, commettevo l’errore di giudicare una partita anche da una sola azione e pontificare. Poi, un giorno, ho sentito Flavio Tranquillo dire, su per giù: “Sì ok, ma prima ci sono stati 39 minuti e tot secondi, impossibile archiviare una partita di basket in un’azione”. Ed aveva ragione, a maggior ragione se la partita è durata 50 minuti.

IL FAMOSO TIRO DI BRAMOS. Mancavano 21” e la Reyer aveva la palla decisiva. Nasce tutto da un errore difensivo che libera Bramos che, va detto, ha dato sfoggio di tutta la sua bravura sparando una tripla fantastica mettendo immediatamente i piedi verso il ferro. Ciaf, overtime. Tutti a dire che si doveva fare fallo, anche Dell’Agnello ha confessato che aveva chiesto questo: l’errore difensivo ha fatto saltare il piano. Ci stava anche difendere (in serata Brescia, nella stessa situazione contro Reggio, ha scelto di difendere ed ha avuto ragione). Seduto a casa è facile, bisogna trovarsi in mezzo al campo: ho visto errori peggiori nelle scelte su un singolo possesso, mettiamola così.

CHE BRAVO IL POPOLO BIANCONERO. Applaudire la squadra, elogiarla, esserne orgogliosi dopo una sconfitta è segnale di competenza e maturità. Molto spesso non sono stato tenero verso il popolo bianconero: va bene tutto, ma non mi piacciono più gli eccessi. Capisco, sono stato tifoso anche io, ma ora preferisco analizzare con più freddezza le dinamiche; a volte si eccede ma quando una cosa è bella, è bella. I tanti messaggi sui social network mi hanno colpito e fatto capire: siamo tutti sulla buona strada. Società, squadra, tifosi, stampa: compatti alla meta.

VERITA’. La scorsa settimana avevo scritto che la Juve, in un eventuale tragitto Caserta-Rimini, era all’altezza di Pesaro. E’ rimasta lì, sempre in quella posizione ma è passata un’altra giornata e la distanza dalla nona è ancora di sicurezza. Facendo una tabella (che prontamente verrà smentita) bastano due vittorie ed è fatta: calendario alla mano basterebbe battere Brescia e Pesaro in casa. Detto così, sembra facile. Non sarà una passeggiata ma ormai il bersaglio è chiaro e bisogna percorrere questi ultimi chilometri. Dopo la sconfitta di Venezia sono sempre più fiducioso.















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