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Il Clan in mischia

Il Clan in mischia

Domani alle ore 15,30 al campo di rugby ‘Francesco Casino’ di Santa Maria Capua Vetere il Rugby Clan si gioca una fetta consistente dei suoi 23 anni di storia, ma anche di onore e di orgoglio. In una stagione nata male e proseguita a corrente alternata, ma che faceva bene sperare in una salvezza tranquilla, son venute meno le certezze proprio quando serviva l’ultimo sforzo, ovvero nella poule passaggio o salvezza che dir si voglia del girone H di Serie C1. Dopo la sconfitta con il Rende di domenica scorsa per 20-5, i sammaritani di coach Fusco dovranno battere il Torre del Greco (ancora non del tutto salvo, anzi) per salvarsi, non c’è scampo. Anzi, dovranno vincere con almeno 4 mete segnate per conquistare il punto bonus per essere certi della permanenza in C1, a dispetto di quanto capiterà a Cosenza il 24 aprile tra Rende ed il già retrocesso Afragola. Eh sì, bisognerà aspettare per il rinvio dell’altra gara, la fine di questo campionato noioso e spezzettato che a FIR dovrà rivedere se vuole avvicinare le persone a questo sport meraviglioso. Altrimenti per il Clan ci dovrebbe essere uno spareggio con la prima classificata del girone calabrese di Serie C2, cosa non spettante più di diritto alla seconda del girone Campania-Molise di C2.

Ma al di là della mezza farsa delle date non contemporanee delle ultime partite, che avranno anche le giuste motivazioni, c’è da dire che il Clan (che attualmente sarebbe salvo perché con un punto di vantaggio sul Rende) ha compiuto almeno tre peccati mortali, senza contare l’ultima gara persa proprio coi calabresi. Il primo è che sono venuti meno giocatori fondamentali e il gruppo per quanto largo e variegato si è trovato in difficoltà, nonostante l’utilizzo di svariati giocatori dell’under18, che per quanto validi non possono dare quello che ‘veterani’ (comunque giovani) possono dare nei momenti clou. Questo perché i gialloblù soffrono dell’atavico problema dei lavoratori fuori sede o di tesserati che svolgono servizio presso le forze armate fuori regione. Ma non solo, a questo si sono aggiunti obblighi di studio per molti e tanti, ma davvero tanti infortuni. Fa specie vedere una squadra intera e molto competitiva sulla tribuna quando giocano in compagni, perché impossibilitata a scendere in campo. Nonostante questo alibi, però, il gruppo doveva tenere e chi doveva stringere i denti per un solo mese in più, non sempre l’ha fatto, anche se comprensibilmente per gli impegni personali. Fusco si è trovato e si trova a lavorare sodo con quello che ha a disposizione, anche se la chiamata ‘alle armi’ per questo match delicatissimo è stata un atto dovuto da parte di tutti. Il secondo peccato e forse il più grave è stato perdere una partita alla portata proprio contro il Rende all’andata per un solo punto e perdendo molto in termini di sicurezza a livello di squadra. Nonostante i due punti conquistati si poteva vincere o almeno pareggiarla, gestendo al meglio soprattutto le forze nervose. Adesso la salvezza sarebbe cosa fatta. Il terzo è stato non prendere il punto bonus ad Afragola che avrebbe messo un altro po’ di fieno in cascina per i sammaritani ed avrebbe fatto, probabilmente, fatto affrontare la trasferta calabrese in maniera diversa. La stagione è stata estenuante, soprattutto perché spezzettata e con il Sei Nazioni, poi, tutto si è dilatato e ciò che temeva la società si è in parte verificato: uno scollamento dall’obiettivo salvezza diretta. E dire che senza la penalizzazione, dopo il primo match, il Clan avrebbe potuto combattere per la promozione in B e invece si ritrova a lottare con le unghie e con i denti per rimanere in C1, ma c’è da dire che ad imprese e a miracoli il Clan ci ha abituati e se in molti risponderanno alla chiamata per l’ultima gara stagionale, a cui non parteciperà Pappacena per la squalifica rimediata di 4 mesi dopo il match col Rende, l’impresa potrà essere compiuta e potrà essere scritta un’altra pagina, indelebile, della storia del Clan e dello sport di Santa Maria Capua Vetere. Ah, poi c’è sempre lo spareggio con la calabrese (in attesa di altre notizie ufficiali).















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